È passato ormai un mese dal primo contagio nel nostro paese, ma sembra passato un anno.

Il tempo sembra rallentare, e le nostre vite sono interrotte.

Certamente il contraccolpo è stato durissimo.

Tante le vittime, tante le persone che rischiano di morire, tanti ancora i contagi che ogni giorno si aggiungono a quelli del giorno precedente.

Ma lo devo ammettere, in 40 anni non sono mai stato così orgoglioso di essere Italiano.

Orgoglioso di vivere in un Paese che ha scelto, a differenza di altri, di salvare da subito il numero più alto di vite possibile.

Questo mettendo da parte, almeno per ora, il problema economico.

Ricordiamoci che i capi di stato di molte nazioni hanno deliberatamente procrastinato rinviando le misure necessarie come la quarantena.

Questo per paura di creare danni economici, minimizzando quanto stesse accadendo.

Vi siete mai chiesti cosa sarebbe successo se in questo momento viveste negli stati uniti d’America, o in india o in Inghilterra?

Dove il sistema sanitario praticamente è inesistente o è privatizzato o del tutto impreparato a una situazione come questa (situazione per cui nessuno può essere preparato) lascia fuori i più deboli, i più fragili?

Beh, io si, come certamente molti di voi avranno fatto.

Sicuramente in quei paesi non andrà alla stessa maniera se la pandemia colpirà con la stessa furia.

Poi ho pensato a tutte quelle persone che lavorano per salvare ogni giorno più vite possibile.

Ed è di oggi la notizia che circa 5000 persone, fra medici e infermieri hanno contratto il virus per svolgere il loro lavoro e che più di 40 medici di famiglia sono morti per svolgere il loro lavoro.

Qualcuno mi dica se queste persone non debbano essere chiamate Eroi.

Per questo motivo abbiamo sentito la necessità di ringraziarli dedicando loro questo post.

GRAZIE a tutti quanti voi, e grazie al nostro paese, che aldilà di tutti i suoi difetti sta cercando di fare del suo meglio per salvarci la pelle.

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